Perchè dire no a chi vuole la tua creatività gratis

Gli artisti che aspiravano alla fama spesso sono morti di fame.

ph-credit: Death to Stock

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Questa forse l’hai sentita raccontare mille volte e probabilmente anche letta nei libri di storia delle superiori. In maniera meno cruda, ma tant’è. Oggi lo scenario non è tanto diverso anche se non sembra. Ho visto la rete svilupparsi ed ingigantire negli ultimi anni. Leggiamo di continuo che il web crea grandi opportunità di business, che i creativi ed i blogger di tutto il mondo possono fare ciò che amano e diventare milionari da casa propria in pigiama e pantofole perché c’è una nicchia di mercato che aspetta solo di scoprire le loro potenzialità.

Ed è proprio qui che lo specchietto per le allodole agisce: sfoderando il suo luccichio, catturerà l’attenzione della preda e la farà abboccare all’amo.

Se anche tu come me sei una persona creativa, qualche volta ti sarà capitato di ricevere delle richieste esplicite, o molto più spesso poste in maniera truffaldina, di svolgere un lavoro gratis.

Dico truffaldina perché la richiesta arriverà in maniera che sia tu stesso a VOLER partecipare a tutti i costi.

Analizzando le varie tipologie di richieste di prestazioni gratuite possiamo velocemente individuarne alcune piuttosto frequenti. Per esempio le “Open Call” di settore, i vari “Concorsi a premi”, ed infine le richieste di collaborazione da parte di riviste, giornali, portali che in cambio del lavoro offrono la tanto famigerata, quanto spesso inutile, VISIBILITA’.

E tu CREATIVO ti convincerai che è una opportunità imperdibile per farti conoscere, per far conoscere al Grande Pubblico quello che fai. Se tu partecipassi ad un Concorso o ad una Open Call potrai anche non vincere, pazienza, avrai comunque allargato il tuo giro di conoscenze o acquisito qualche nuovo follower sul tuo profilo IG.

Ma se proprio volessimo essere razionali, e con i piedi per terra, come riesce ad essere anche una come me, che passa buona parte della giornata con l’aquilone in mano e la testa fra le nuvole,  saremmo alquanto sorpresi nello scoprire un’ovvietà. 

Cosa c’è in realtà dietro a tutto questo sbattimento gratuito? La risposta è logica. La spesa delle tue energie, tempo e anche denaro. Hai notato come molte riviste di settore propongano sempre più spesso dei concorsi a premi per creativi, dove il committente è una prestigiosa e/o ben conosciuta azienda di settore? E’ vero che solitamente da uno a tre partecipanti ricevono il premio finale, ma mettiamo caso che a partecipare siano 1000 persone e che i primi tre siano comunque guarda il caso dei creativi già ben noti alla community, che ne è dei lavori degli altri che gli altri 997 partecipanti?

Questi avranno comunque ceduto i diritti della propria opera alla nota azienda promotrice del concorso in questione, al momento dell’accettazione del regolamento. Succede pertanto che l’azienda potrà usare le opere ricevute a piacimento negli anni a venire e sulle quali il creativo che ha speso energie, tempo e denaro, non vedrai mai scritto il suo nome sul prodotto finale, ne vedrà mai un becco di un quattrino.

Vale la pena quindi svendere la propria creatività per un pugno di follower in più?

Io dico che il lavoro creativo va non solo rispettato, ma anche pagato.

Il quesito me lo sono posta la scorsa primavera dopo aver partecipato ad un concorso promosso su una rivista di settore, anche se in tutta sincerità la mia motivazione non era quella di avere più visibilità, ma volevo semplicemente misurarmi in un campo in cui stavo muovendo i primi passi, e quindi l’ho presa come gioco. Ma, poi pensandoci bene un po’ di nervi mi sono venuti, e più sfogliavo la rivista più mi rendevo conto che su quelle pagine c’era un sacco di lavoro preso da altrettanti aspiranti creativi e per chi ci crede davvero debba esserci un faro che illumini e smascheri queste dilaganti strategie delle aziende per ricevere del lavoro gratuito da parte dei creativi ed handmaders. Se andiamo a ben vedere CHI sono i committenti, scopriamo che si tratta per altro di vere e proprie società che sono costituite in SRL o SPA e che hanno quindi un solido capitale sociale, un bilancio ed un ritorno economico rilevante, e che grazie alla rete ed a questi escamotage sfruttano le idee e la passione di molti giovani creativi in erba (spesso tra l’altro molto valide) per un business praticamente a costo zero. Succede che così si svaluta il lavoro del creativo, facendo magari leva su un esercito di blogger che offrono le proprie competenze gratis senza rendersi conto che comunque un lavoro non pagato non è un lavoro riconosciuto nè lo sarà mai.

Ho approfondito poi l’argomento e mi sono letta qualche articolo sul web a proposito che ti consiglio se anche tu come me vuoi prendere coscienza del fatto che IL TUO LAVORO VALE.

Mi rendo conto soltanto adesso di essere stata via da questo blog per molto tempo. Sto andando piano e con calma. Mi sto godendo le giornate insieme al mio piccolo ometto che ha iniziato a leggere, scrivere e fare musica. Nei ritagli di tempo sto portando avanti un nuovo progetto che si chiama Faccio Leggo e Scrivo. Dipingo tanto e godo del presente senza preoccuparmi troppo del futuro. Nel frattempo, se vuoi restare in contatto con me, mi trovi sempre e comunque sul mio profilo Instagram e Twitter dove sono più assidua.

E tu? Ti va di raccontarmi la tua esperienza? Ti è capitato di lavorare gratis? Come ti sei sentita? Hai ottenuto quello che speravi?

About bubiknits

Mom of one little boy Yarn a holic Knit & Craft designer Button's collector Obsessed knitter Stash builder Vintage lover Not scared of life events - trying to stay sane and healthy, laughing at the sun :)
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